Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

PERUGIA E DINTORNI
Il carcere di Sopramuro
Predicazione di San Francesco
Il “Perdono” e la devozione dei perugini
Convento di Monteripido
Chiesa di San Francesco al Prato e Oratorio di San Bernardino da Siena
Convento di San Francesco delle Donne
Santuario di Santa Maria della Pietà di Farneto
Monastero di Monteluce
MONASTERO DI MONTELUCE

MONASTERO DI MONTELUCE

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Perugia le Clarisse si insediarono a Santa Maria di Monteluce sin dai primi del Duecento; narra una cronaca: «Le Clarisse di questo Monastero dimoravano in Monteluce, sobborgo di Perugia, nell’area occupata dall’attuale Policlinico. Era un Monastero di Clarisse dei più antichi, perché fondato dal Card. Ugolino dei Conti di Segni (futuro Papa Gregorio IX), per munificenza di Ser Glotto Monaldi, nobile perugino. Il Mo­nastero seguiva da principio la prima regola di S. Chiara, ma in seguito la lasciava e preferiva quella mitigata da Urbano IV, divenendo in seguito ricchis­simo.

Nel 1448 le Monache per le esortazioni di S. Giovanni da Capistrano e le pre­mure dei Priori Perugini ottennero da Nicolo V di potere rinunciare a tutte le possessioni e ritornare alla stretta povertà. Da quell’anno rimasero e prosperarono sotto la protezione e giurisdizione dei Frati Minori e così restarono fino al 1702, anno in cui furono sottratte all’Ordine e sottoposte al Clero Secolare.

Il Monastero fu ampliato nel sec. XIV ed era costituito da un bel fabbri­cato ancora visibile, perché ancora intatto. La chiesa con elementi romanico gotici del sec. XIII fu deturpata in se­guito nel sec. XVII e decorata e ornata con altari ed elementi di stile barocco.

Con Napoleone I perdeva il prezioso quadro dell’Altare Maggiore, raf­figurante l’Assunzione della Vergine, dipinto da Raffaello D’Urbino aiutato nei particolare da Giulio Romano. Il quadro dalla Francia passò ad arricchire la Pinacoteca Vaticana ed ora è sostituito dalla copia assai fedele.

Le Clarisse perduta la proprietà del Monastero nel 1863, vi restarono tenacemente fino al 1916, quando furono costrette a sloggiare. L’edificio veniva trasformato in nuova sede dell’Ospedale Civile. La chiesa di loro proprietà ve­niva occupata dal clero secolare che vi trasportava la Parrocchia ledendo i diritti delle monache (…)».

 

Nel nuovo paesaggio scompaginato dell’ex complesso monastico, si affaccia la chiesa antica, che conserva i portali medievali binati e il rivestimento bicromo quattrocentesco. L’interno, a navata unica, si caratterizza per il ciclo di pitture alle pareti, che costituiscono un interessante documento dell’iconografia francescana databile ai primi del Seicento. Un robusto torrione del sec. XIII divide la chiesa dal resto degli edifici.

Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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